Tappa, la quindicesima, che potrebbe ribaltare le gerarchie della maggiore corsa a tappe spagnola, sono in molti a preoccuparsi dell’arrivo della frazione di oggi che porterà i corridori da Comillas a Sotres. A tenere sulle spine non è tanto la tappa in se, abbastanza facile nell’altimetria generale, quanto l’arrivo, posizionato dagli organizzatori a 1.230 mt. in cima all’Altoo de Sotres. La salita che porterà i ciclisti sotto lo striscione è veramente impegnativa, lunga 12 chilometri presenta pendenze in alcuni punti che si avvicinano al 15 per cento, con un ultimo chilometro veramente al limite delle possibilità.
Ciclisti che all’inizio di questa tappa vanno in gruppo compatto, le squadre maggiori sanno benissimo che la frazione si deciderà negli ultimi chilometri, e non hanno intenzione di sprecare energie. In testa al gruppo si pensa a limitare gli attacchi degli avversari diretti ed è per questo motivo che molti corridori provano l’azione solitaria, a una trentina di chilometri dall’avvio parte la prima azione di una certa importanza, 9 corridori (Tjallingii, Rollin, Rolland, Kadri, Ramírez, Berhane, Zubeldia, Maes e Vilela) riescono a trovare una sorta di accordo interno e sfruttando una piccola ascesa si ritagliano un leggero vantaggio. I 9 non hanno ambizioni in classifica ed è per questo che le squadre maggiori lasciano loro una certa libertà d’azione. A 60 chilometri dall’arrivo il vantaggio dei 9 atleti in fuga sfiora i 5 minuti. Nel gruppo, il comando delle operazioni viene assunto dalla Movistar che innalza il ritmo e inizia a fare una certa selezione. L’azione della Movistar riesce a trainare il gruppo e il vantaggio dei fuggitivi a 30 km dall’arrivo è di poco superiore ai 3 minuti. Ultima discesa della giornata con i battistrada che iniziano a non tenere più il ritmo regolare, l’accordo che aveno trovato fin dall’inizio della gara salta, e questo permette agli inseguitori di guadagnare terreno. Ai piedi dell’ultima salita il vantaggio dei 9 è di circa 70 secondi.
Inizio della salita di Sotres e partono i primi attacchi, il gruppo dei fuggitivi vede lo scatto di Zubeldia che riesce a staccare tutti e s’invola in solitario, nelle retrovie invece si assiste allo scatto di Quintana, il colombiano aveva fatto lavorare i suoi compagni di squadra per tutta la giornata ed era il sorvegliato speciale dell’Astana, il suo primo scatto è subito ripreso da Sanchez che lo marcava stretto. L’azione del capitano della Movistar ha però avuto il pregio di fare una selezione all’interno del “gruppo delle maglie”, e si nota già una prima difficoltà di Dumoulin, anch’egli sorvegliato speciale dagli uomini della maglia rossa (non tanto per la sua pericolosità nella tappa di oggi, quanto con l’intento di guadagnar secondi in vista della cronometro di mercoledì). A metà salita Zubeldia conserva un minuto di vantaggio, gruppo dei favoriti notevolmente assottigliato e che vede una ventina di corridori. A 4 chilometri dall’arrivo violenta azione di Visconti. Inizia la parte più dura della salita, gli ultimi 3 chilometri vedono pendenze superiori al 10 %, in testa il fuggitivo conserva una trentina di secondi di vantaggio, dietro il posto di Visconti viene preso da De Rosa dell’Astana, la squadra Kazaka vuole dare un segnale di forza e allo stesso tempo spezzare le velleità dei pretendenti alla “rocha”. A 2 chilometri dall’arrivo l’azione dell’ultimo fuggitivo termina, il corridore viene riassorbito dal gruppo, Aru marca da vicino Rodriguez (secondo in classifica generale), Dumoulin (terzo in classifica) perde una ventina di secondi. Ultimo chilometro con Rodríguez che cerca di sorprendere tutti e attacca violentemente, immediata la risposta di Aru che accompagnato dal suo compagno di squadra Landa insegue lo spagnolo.
Ultimi 200 metri con Rodríguez che continua a conservare una decina di metri di vantaggio su Aru e Landa, il sardo ce la sta mettendo tutta per limitare i danni. Sotto lo striscione dell’arrivo passa in prima posizione Rodriguez, Aru chiude in quinta posizione accusando 15 secondi di ritardo, per il gioco degli abbuoni il sardo conserva la rossa per un solo secondo. All’arrivo felicissimo Rodriguez, il corridore di casa è riuscito a sorprendere tutti nell’ultimo chilometro e la sua azione gli ha quasi fatto guadagnare la “rocha”, Rodriguez dichiara di aver preparato la tappa molto bene, ma non si sbilancia soprattutto perché domani per gli scalatori sarà un’altra giornata veramente impegnativa. Anche Aru, stravolto dalla fatica, dichiara di preoccuparsi per la tappa di domani, il sardo se da una parte è felice per aver guadagnato secondi preziosi su Dumoulin, dall’altra è preoccupato per l’ottimo stato di forma dimostrato da Rodriguez. Landa continua a dichiarare il suo appoggio incondizionato al suo capitano, lo spagnolo che il prossimo anno non correrà più per l’Astana, si dice pronto a supportare Aru fino all’ulimo metro anche nella tappa di domani Classifica generale che vede Aru in prima posizione, il sardo conserva un solo secondo di vantaggio su Rodriguez, scivola in quarta posizione Dumoulin che viene superato da Majka.
Con la vittoria di oggi Rodriguez balza in testa alla classifica a punti; primo degli italiani, in questa speciale classifica, Aru in quarta posizione. Maglia a pois che anche domani verrà indossata da Fraile, sembra incolmabile il vantaggio dello spagnolo sul secondo (Plaza che accusa 28 punti di svantaggio). Miglior team la squadra Sky. La sedicesima tappa che chiude il trittico delle tappe più dure della Vuelta e vedrà i corridori percorrere 185 chilometri su strade che li porteranno in cima a una delle cordigliere più importante di tutta la penisola iberica. Ben 7 gran premi della montagna (2 di terza categoria, 3 di seconda uno di prima e uno special) che sicuramente impegneranno i ciclisti allo spasimo. Gli ultimi 25 chilometri saranno durissimi con l’ascesa di ben due monti che s’innalzano oltre i 1200 metri sul livello del mare, avere una crisi in questa parte della gara pregiudicherebbe l’intera corsa, i ciclisti lo sanno ed è per questo molti hanno paura di questa frazione.