La stagione del Milan non è iniziata nel migliore dei modi. I rossoneri, all’indomani della grande rivoluzione estiva, sono già caduti due volte in campionato, e sempre a San Siro: un doppio 0-1 subito da Sampdoria e Atalanta, con in mezzo la vittoria di Bologna segnata dalla tripletta di Giampaolo Pazzini. A preoccupare Allegri è soprattutto questo: a parte il Pazzo, nessuno è riuscito ad andare in rete. Sono tempi difficili per il Diavolo, che certo sapeva di essere davanti a una stagione dura e piena di incognite ma forse non immaginava di avere così tanti problemi. Due partite casalinghe senza riuscire a mettere la palla in porta destano preoccupazioni: il Milan è chiamato al riscatto immediato in Champions League, contro l’Anderlecht. Nella formazione titolare non dovrebbe comparire Stephan El Shaarawy, che fino a qui è sempre partito dal primo minuto ma ancora non ha trovato la scintilla giusta; anche sabato sera una prestazione opaca per lui, forse anche stanco per il doppio impegno con l’Under 21 di Devis Mangia. Il ragazzo però ha tanta qualità e, in un attacco che ha perso Zlatan Ibrahimovic, ha l’occasione di esplodere dopo le ottime cose fatte vedere con la Primavera del Genoa e con il Padova, oltre a confermare le impressioni destate al suo primo anno con il Milan. Per una panoramica sulla situazione attuale di El Shaarawy e sulle sue potenzialità abbiamo contattato Alessandro Dal Canto, che lo ha allenato a Padova tra il marzo e il giugno del 2011, il periodo migliore per il Faraone: in quel campionato di serie B guidò i veneti alla finale playoff, poi persa contro il Novara (in particolare si ricorda la doppietta a Varese, con cui il Padova eliminò i lombardi). Ecco le parole di Dal Canto, nell’intervista esclusiva rilasciata a Ilsussidiario.net.



Mister, un inizio di stagione non facilissimo per El Shaarawy…

Il ragazzo è un classe 1992; a questa età non è semplicissimo essere protagonisti in una squadra come il Milan. Credo però che abbia fatto la sua parte: la squadra ha cambiato tantissimo rispetto ai due anni precedenti in cui hanno vinto uno scudetto e ottenuto un secondo posto.



Forse però nessuno poteva aspettarsi due sconfitte casalinghe in fila, è d’accordo?

E’ vero, ma quando sei il Milan e cambi così tanto, peraltro ringiovanendo la rosa, è normale che ci vogliano tempo e pazienza; capisco che dal punto di vista dei tifosi e degli addetti ai lavori ci sia poca pazienza perchè parliamo di una squadra blasonata, ma ripeto: quando c’è un rinnovamento così forte, credo sia tutto secondo programma.

Tornando ad El Shaarawy: con lei a Padova giocava esterno nel tridente, nel Milan fa la seconda punta: qual è la sua collocazione migliore?

Dal mio punto di vista, è una punta esterna in un tridente: è un giocatore che ama partire defilato dalla parte sinistra per venire a cercare gloria sul suo piede preferito. Però, quando fa la seconda punta nel Milan, gli viene naturale partire largo e accentrarsi, perciò non è che cambi tantissimo: riesce a fare ottime cose anche da seconda punta. 



Nell’Under 21 invece Mangia lo utilizza come esterno in un centrocampo a quattro…

Forse da quarto di centrocampo perde leggermente la sua qualità migliore, che è negli ultimi 30 metri; quando gli si fa fare fatica da centrocampista, qualcosina perde. Però se Mangia lo fa giocare lì, evidentemente ha visto che lo può fare. In più Stephan è un ragazzo molto disponibile, quindi non penso ci sia nessun problema.

Può essere un giocatore fondamentale nella rinascita del Milan?

Può diventare un giocatore che dà il suo contributo importante; non credo sia ancora il giocatore che riesca a trascinare gli altri, perchè l’età gioca contro di lui in questo senso. Ancora oggi ha bisogno di guadagnare stima e fiducia e dimostrare di essere da Milan; io però sono sicuro che farà bene. 

Un’ultima domanda sul suo futuro personale: c’è qualcosa in cantiere nei prossimi mesi?

Per ora no, nel senso che sono ancora sotto contratto con il Padova e aspetto una chiamata, come fanno tanti altri allenatori. Non ho ansie, cerco con calma una cosa fatta per bene; non parlo di progetti o nomi grossi, cerco una soluzione seria, se ci sarà.

 

(Claudio Franceschini)