Tra due settimane l’esclusiva concessa alla cordata cinese per la cessione del Milan terminerà; come abbiamo appena riportato, il vertice tra Silvio Berlusconi e Fininvest sembra aver avuto esito positivo e dunque trapela ottimismo circa il buon andamento della trattativa. Tuttavia non tutto è stato concordato: al di là della reale identità degli imprenditori cinesi che vogliono il 70% delle quote del Milan, e al di là delle garanzie sul denaro che sarà investito per rendere la squadra competitiva, ci sono dei dettagli tecnici che chiaramente non potranno passare inosservati. Il primo: quale sarà il ruolo di Berlusconi? Lo stesso ex Cavaliere aveva rivelato come i cinesi gli avessero chiesto di rimanere presidente almeno per i primi due o tre anni, ma il punto non è ancora stato definito. Ancora: chi si occuperà del calciomercato? Per il momento Adriano Galliani, ma si era parlato di un uomo di fiducia e “campo”, un giovane, da inserire in società con la figura di direttore sportivo, che avesse potere decisionale al pari di quello dell’attuale Amministratore Delegato. Sono dettagli marginali, forse al momento, ma ugualmente importanti per definire una cessione che rischia di trascinarsi ben oltre i tempi previsti.
, news: gli ultimi aggiornamenti riportati da Sky Sport 24 riferiscono di piccoli-grandi passi avanti, se così si può dire, nella trattativa per il passaggio di consegne al gruppo cinese interfacciato dall’advisor italo-americano Sal Galatioto. Il vertice di oggi -martedì 31 maggio 2016- è stato positivo per il proseguimento dell’affare: il presidente Silvio Berlusconi, con i figli e i manager di Fininvest, non mette in dubbio la serietà e la validità economica della proposta ricevuta per il 70% della società, pur attendendo ancora di conosce l’identità dell’intero gruppo di compratori. Il tasto su cui il numero 1 del Milan sta spingendo sono la garanzie d’investimenti per la squadra, sia nel breve che nel lungo periodo. La trattativa per la cessione del Milan ai cinesi sembra comunque pronta ad entrare nella sua fase più calda, che dovrebbe richiedere almeno un altro paio di settimane. La giornata odierna si preannunciava come molto importante per il proseguimento delle verifiche tra le parti e dell’affare in generale, per il momento le notizie emerse si muovono in una direzione positiva.
La cessione del Milan è sempre più vicina. E’ atteso l’incontro di Silvio Berlusconi con i vertici Fininvest dal quale potrebbero arrivare novità importanti; nel corso dell’intervista rilasciata a Radio Radio il presidente del Milan si era detto preoccupato che la trattativa con la cordata cinese potesse andare per le lunghe, e ha anche tracciato la via qualora la cessione non dovesse andare in porto. “Ho sempre detto che il mio progetto è quello di un Milan che chiede pazienza a chi ama la maglia rossonera” ha dichiarato l’ex Cavaliere. “Bisognerà nel caso ripartire dai giovani del vivaio, da una squadra compatta e da una fame di vittoria nuova”. Qualora Berlusconi non dovesse vendere, ha detto, il nuovo Milan dovrà “provare a ripetere quanto ha fatto il Leicester”. Una squadra partita dal basso, che ha investito sui giovani e con investimenti mirati e oculati ha vinto la Premier League da totale sfavorita.
Ore importanti sul fronte cessione Milan agli acquirenti cinesi. Il giornalista Marco Bellinazzo ha fatto il punto della situazione parlando alle frequenze di Radio 24, nel corso della trasmissione ‘Tutti Convocati’. Secondo Bellinazzo la trattativa per la cessione del Milan è in un ‘fase delicata‘: il giornalista ha proseguito confermando come il pranzo di oggi tra Silvio Berlusconi e figli rappresenti un appuntamento importante per dirigersi verso il rush finale della trattativa. Inoltre Bellinazzo ha ricordato la condizione fondamentale richiesta dall’attuale presidente del Milan: i 100/200 milioni di euro da mettere a disposizione per le prossime sessioni di calciomercato, a partire da quella entrante. Non basteranno quindi i circa 500 milioni previsti per l’acquisizione del 70% del Milan più il pagamento dei debiti attualmente a bilancio.
Dettagli importanti nella cessione del Milan, che sembra sempre più vicina: stando a quanto riportato da Pianeta Milan, nell’incontro odierno che Silvio Berlusconi e i manager di Fininvest effettueranno, saranno svelate alcune cose che riguardano il passaggio del 70% delle quote della società rossonera nelle mani dei cinesi. Non è ancora stata chiarita l’effettiva composizione della cordata cinese; sembra però che il fondo di investimento riguardi 6-7 società e tra queste, come si era ipotizzato, dovrebbe anche esserci Evergrande che già “controlla” il Guangzhou nel quale Marcello Lippi ha allenato fungendo poi da direttore tecnico. Il Corriere della Sera riporta anche l’assenza di un presidente-proprietario, una figura unica che prende in mano il Milan; inoltre il mercato della società non sarà bloccato fino alla cessione – che potrebbe anche andare per le lunghe – se ne occuperà Adriano Galliani e ogni altra decisione sarà rimandata.
È tornato sull’argomento cessione Milan parlando questa mattina ai microfoni di Radio Radio. Il presidente rossonero ha ribadito la sua volontà di lasciare il Milan in buone mani, dichiarandosi però anche “preoccupato che la negoziazione vada troppo per le lunghe“. Berlusconi ha poi ribadito quanto sottolineato anche nei giorni scorsi, ovvero la necessità che gli acquirenti cinesi garantiscano una risalita rapida del Milan ai vertici del calcio mondiale. In ogni caso dalla giornata di oggi -martedì 31 maggio 2016- potrebbero arrivare news molto importanti sulla cessione del Milan: lo stesso Berlusconi ha confermato che il vertice di oggi “potrebbe essere quello decisivo per la svolta“. Confermate anche le notizie secondo cui l’attuale numero 1 del club continuerebbe ad occupare la carica di presidente anche dopo il passaggio di consegne: “Sì, mi hanno offerto questo dicendo che sono un brand importante in Cina. Il Milan ha tanti cinesi che simpatizzano, io sono il politico più conosciuto in Cina, mi hanno chiesto di rimanere presidente“.
Il giornalista e direttore di QS Enzo Bucchioni ha parlato delle ultime news relative alla cessione del Milan alla cordata di imprenditori cinesi. Il presidente Silvio Berlusconi ha più volte ribadito di essere alla ricerca di garanzie, sia per quanto riguarda il rilevamento delle azioni societarie sia riguardo agli immediati investimenti in sede di calciomercato, per riportare il Milan ai più alti livelli europei e mondiali. Parlando ai microfoni di Radio Sportiva, Bucchioni ha però sottolineato un aspetto critico per la futura proprietà del Milan: “Non crediate, però, che dopo un primo investimento, gli acquirenti siano subito pronti a fare un grande mercato. Per i tifosi del Milan ci sarà ancora da soffrire, perché chi compra dovrà fare i conti con bilanci che in questo momento sono disastrosi“. La trattativa per la cessione del Milan ai cinesi sembra in ogni caso ben impostata, non a caso Berlusconi ha concesso nelle scorse settimane l’esclusiva per un primo passaggio di consegne. Bucchioni ha ricordato anche come gli acquirenti “punteranno anche a sviluppare il brand Milan, per promuovere la diffusione del calcio in Cina ed organizzare un Mondiale“.
Quella di oggi -martedì 31 maggio 2016- si profila un’altra giornata importante per la cessione del Milan agli imprenditori cinesi. Parlando ieri ai microfoni dell’emittente TeleLombardia, l’attuale presidente del Milan, Silvio Berlusconi, è passato inevitabilmente anche su questo argomento, di strettissima attualità in casa Milan. Berlusconi ha spiegato di aver incontrato una decina di gruppi disponibili a subentrare alla guida della società, tutti però scartati uno dopo l’altro perché non in grado di offrire le necessarie garanzie per il futuro. Ora il presidente ed i suoi collaboratori sono impegnati nella trattativa con la cordata cinese, affiancata dall’advisor italo-americano Sal Galatioto; Berlusconi si augura che l’affare vada in porto alle condizioni richieste, altrimenti il Milan potrebbe cominciare a vagliare soluzioni alternative alla cessione ai cinesi. Per esempio l’ex presidente del Consiglio ha ipotizzato: “Se dovessero venire meno anche l’opportunità di questo gruppo con società cinesi importanti -ha riportato tuttomercatoweb.com-, allora il Milan dovrebbe ripartire dai giovani italiani. A quel punto bisognerebbe che i tifosi del Milan concordassero con la società un periodo di pazienza. Purtroppo i tifosi, lo ho visto anche nelle ultime reazioni, non hanno nè pazienza nè memoria. Ci sono state dichiarazioni non piacevoli e non memori dei risultati del Milan di questi 30 anni”. In ogni caso al momento le operazioni per il passaggio di consegne sono in fase avanzata e la fumata bianca pare all’orizzonte, anche se andranno chiariti diversi dettagli a cominciare dalla posizione dello stesso Berlusconi nel prossimo futuro. Successivamente il presidente ha nominato Josep Guardiola come suo allenatore di riferimento, per la soddisfazione provata nell’assistere alle partite del suo Barcellona; il numero 1 del Milan ha parlato anche di Paolo Maldini che però non dovrebbe entrare nei quadri societari, in quanto “entrato come socio in una società in America e che quindi ormai si sia tracciato una strada che lo vede americano”. Un passaggio interessante anche sullo stadio: per il momento la volontà espressa da Berlusconi è quella di una convivenza definita ‘accettabile e soddisfacente’ con l’Inter nello storico impianto di San Siro. L’eventuale trasferimento del Milan in una nuova struttura sarà legata sempre alla disponibilità d’investimento dei nuovi compratori.
La cessione del Milan potrebbe essere vicina; il futuro della società rossonera, che vira verso le mani della cordata cinese, riguarda in prima istanza l’acquisizione del 70% delle quote da parte di investitori asiatici con ingenti disponibilità finanziare e, direttamente ma in secondo momento, quello che succederà alla squadra per la stagione 2016-2017. Arriveranno grandi colpi di calciomercato? Ci sarà un’inversione di tendenza con la costruzione di una rosa che finalmente possa tornare a primeggiare sul campo? Chissà; intanto, un parere lo ha dato anche Massimo Oddo che, impegnato nei playoff promozione di Serie B con il suo Pescara, non ha negato il commento alla redazione di Milan Channel. “La storia deve sempre essere presente in un club” ha detto “lo dimostra Paolo con il suo esempio”. Paolo, ovvero Paolo Maldini: eppure anche lui oggi non fa più parte del Milan, anzi il presidente Silvio Berlusconi ne ha parlato come di una figura che ha ormai intrapreso un’altra strada. A proposito: il riferimento di Oddo riguarda anche Berlusconi, e queste sue parole lasciano intendere che, fosse per lui, il Milan dovrebbe restare in mani italiane e, appunto, “storiche”. L’allenatore del futuro? “Conosco Cristian Brocchi” ha detto Oddo “abbiamo fatto la stessa trafila. Tuttavia, per le esigenze di oggi allenare il Milan non è facile per nessuno”.
La cessione del Milan è sempre più vicina: domani un incontro potenzialmente decisivo, con le quote di maggioranza che si apprestano a passare nelle mani della cordata cinese. PianetaMilan fa il punto della situazione e naturalmente parla anche e soprattutto del mercato estivo: l’avvento degli imprenditori dall’Est aumenterebbe di gran lunga le possibilità di vedere in squadra pezzi da novanta pronti a rinforzare il Milan garantendogli una dimensione di prima grandezza in Italia e all’estero. Si parla di almeno quattro colpi di primissimo livello; serve almeno un rinforzo in ogni reparto. L’alternativa, se la trattativa dovesse clamorosamente saltare, è un Milan “all’antica”: Silvio Berlusconi presidente, Cristian Brocchi allenatore – lo aveva detto l’ex Cavaliere pochi giorni fa, in caso di conferma come presidente il tecnico rimarrà al suo posto – e tanti giovani in rosa. Compreso Gianluigi Donnarumma, per il quale il Milan avrebbe rifiutato un’offerta da 80 milioni di euro.
La cessione del Milan da parte di Silvio Berlusconi a una cordata di imprenditori cinesi appare sempre più probabile e dunque inevitabilmente tiene banco in questi giorni. In questo modo si susseguono pure indiscrezioni di vario tipo: ad esempio, quale sarà il futuro di Adriano Galliani? La cosa certa è che lo storico amministratore delegato del club rossonero (responsabile delal parte sportiva) guiderà il calciomercato estivo 2016 del Milan perché chiaramente sarebbe difficilissimo sostituire un dirigente di quel livello in un tempo così breve, tuttavia dopo il 31 agosto il futuro di Galliani non è affatto chiaro. Secondo quanto riferisce il sito Sportfair, nel patto fra Berlusconi e i cinesi ci sarebbe addirittura già l’accordo per l’addio a Galliani, il quale sarebbe sostituito da una nuova figura giovane e logicamente di fiducia dei proprietari cinesi. Rimarrà invece sicuramente Barbara Berlusconi, che dunque “vincerebbe” la battaglia che da molto tempo divide i due ad.
Sono giorni molto importanti per la cessione del Milan al consorzio cinese. C’è stato un piccolo rinvio rispetto alla data del 28 maggio entro la quale Fininvest avrebbe dovuto venire a conoscenza di tutti i nomi degli investitori appartenenti alla cordata asiatica, ma – come riferisce MilanLive – Nicholas Gancikoff, uomo di fiducia in questa trattativa dell’advisor Sal Galatioto, fra oggi e domani sarà a Milano per presentare agli uomini di Silvio Berlusconi l’offerta finale con tutti i dettagli e con le garanzie chieste dal patron. Sappiamo infatti che Berlusconi accetterà di cedere la sua creatura solamente ad investitori ambiziosi, pronti ad investire grandi somme di denaro per riportare il Milan ai vertici internazionali. Inoltre le figure chiave dell’attuale Milan resterebbero in società: Adriano Galliani gestirà la prossima campagna acquisti su mandato dei cinesi, Barbara Berlusconi resterà in società come dirigente e il patron sarà presidente onorario, ma con un margine d’azione importante che andrà dunque ben al di là di questa semplice carica onorifica.
La cessione del Milan è un tema che stuzzica l’interesse non solo in Italia ma anche in Cina, dal momento che nell’immenso Paese asiatico è in crescita l’interesse per il calcio e la cordata che comprerebbe uno dei club più blasonati dalle mani di Silvio Berlusconi sarebbe appunto formata da alcuni degli uomini più ricchi di Cina. Nelle ultime ore la stampa cinese insiste, seguendo l’indiscrezione lanciata inizialmente dal China Daily, che ha parlato di accordo trovato tra Fininvest e il consorzio cinese per l’acquisizione del 70% delle quote del club rossonero. Il punto di forza di questa soluzione, evidenziano anche in Cina, è che consentirebbe a Berlusconi di essere ancora protagonista con il 30% del pacchetto azionario, il ruolo di presidente onorario e la possibilità di continuare ad agire in prima persona per rilanciare il Milan sfruttando i capitali cinesi. A Pechino e dintorni dunque ci credono: ora si attendono conferme…
La cessione del Milan sembra essere sempre più vicina, considerando pure che lo stesso Silvio Berlusconi ha aperto in modo molto chiaro alla possibilità di fare un passo indietro. Tuttavia ci sono dei nodi ancora da risolvere, anche interni alla famiglia del patron rossonero, perché ovviamente con un passaggio di proprietà in favore della cordata cinese bisognerebbe capire quale sarebbe il ruolo di persone attualmente influenti. Ospite negli studi di Novastadio, trasmissione dell’emittente lombarda Telenova, lo ha sottolineato il giornalista Carlo Laudisa della Gazzetta dello Sport, esperto di temi legati al mercato: “C’è un problema interno alla famiglia Berlusconi, il ruolo di Barbara soprattutto. Quel 30% potrebbe tenerlo”.
La cessione del Milan continua a tenere banco: abbiamo già accennato alla possibilità che Cristian Brocchi resti comunque l’allenatore dei rossoneri, andiamo ora ad approfondire questa importante tematica. Sembra praticamente certo che Silvio Berlusconi resterà come presidente onorario, ma soprattutto che (al di là della carica onorifica) per almeno tre anni avrà ancora un ruolo di primo piano nelle scelte societarie ed è questa la speranza per Brocchi. Infatti l’ex Cavaliere è stato molto chiaro nelle dichiarazioni rilasciate a Domenica Live, di cui era ospite speciale in occasione dell’ultima puntata della trasmissione di Barbara D’Urso su Canale 5: “Se resto, resta anche Brocchi, è un buon allenatore. Giusto per il progetto”.
Svolta nella trattativa che dovrebbe portare alla cessione del Milan. Lo ha riportato il China Daily, che si dice convinto – citando una fonte che sarebbe molto vicina all’operazione – del fatto che la cordata cinese avrebbe trovato l’accordo con Silvio Berlusconi per acquistare il 70% delle quote della società rossonera. Il presidente Berlusconi aveva confermato nei giorni scorsi di essere praticamente convinto di cedere, e questa sembra essere la conferma; stando alla voce che arriva dalla Cina, sarebbe ancora lui il presidente per i prossimi due-tre anni e la cordata per il momento non acquisirebbe anche il restante 30% delle quote se non quando anche la presidenza del club sarà rinnovata. Una parte dell’accordo però che non è stata ancora discussa; Berlusconi avrebbe l’ultima parola sulla cessione del Milan e, cita la fonte, entro il 15-20 giugno dovrebbe arrivare il raggiungimento dell’intesa finale. Sulla base della certezza dei componenti del consorzio cinese, e di quante quote saranno acquistate; lo stesso Berlusconi, parlando a Domenica Live su Canale 5, ha fatto sapere che i cinesi “dovranno impegnarsi seriamente a dare un sostegno annuale al Milan”. Chiede, insomma, garanzie sugli investimenti che siano necessari per far tornare il Milan protagonista in Italia e in Europa. Lui stesso ha detto che sono i cinesi ad avergli chiesto di rimanere presidente, “e io ho dato il mio benestare”. Con un’altra rivelazione: se Berlusconi rimarrà alla guida, resterà anche Cristian Brocchi.