DOPO PAROLIN ANCHE IL CARDINALE HOLLERICH “SBOTTA” CONTRO IL VOCIARE SULLE DIMISSIONI DI PAPA FRANCESCO
In principio era stato il cardinale Parolin, ma non è certo l’unico membro importante della Curia in Vaticano ad andare su tutte le furie contro il continuo “vociare” sulle eventuali dimissioni di Papa Francesco, sui preparativi potenziali del prossimo Conclave e addirittura sulla possibile morte del Pontefice ancora in condizioni critiche dopo il ricovero al Gemelli di Roma. Intervistato da “La Stampa” di oggi è il cardinale Jean-Claude Hollerich, attuale arcivescovo del Lussemburgo e tra i potenziali organizzatori del Sinodo sulla Sinodalità.
Secondo il prelato, già membro del Consiglio dei Cardinali, è qualcosa di orribile sentire parlare di dimissioni di Papa Francesco: Hollerich se la prende non solo con le voci fuori dal Vaticano, ma anche con preti, vescovi e cardinali che alimentano le possibili discussioni sul post-Bergoglio: sebbene vi sia qualcuno che trama sempre all’interno della Chiesa, per il cardinale lussemburghese non è giusto fare calcoli o ricostruzioni anche assurde sulla guarigione del Papa. Quello che per il Card. Hollerich è inaccettabile e del tutto senza rispetto è proprio che in questi giorni di forte criticità per lo stato di salute del Pontefice, si possa parlare più del futuro della Chiesa che non della piena preghiera per il Santo Padre.
Hollerich riconosce a “La Stampa” che il tema della successione nella Chiesa smuove sempre qualcosa ed è giusto che si possa riflettere sulle prossime mosse da prendere in esame: resta però «orribile» arrivare a speculare su Papa Francesco, specie perché ancora vivo, ed è ancora più inaccettabile che a rilasciare tali discorsi siano anche religiosi interni alla Curia. Sarebbe meglio piuttosto concentrarsi sul Giubileo 2025 in corso, specie per quanto rappresenta in questi giorni la malattia di Papa Bergoglio: «Francesco ci ricorda la realtà di fede sulla profondità della Croce».
La gioia cristiana infatti non nasce mai dalla banalità ma si fonda sulla speranza del Signore, una speranza che non può fare a meno anche della sofferenza della Croce, «la prova per Papa Francesco lo rende ancora più segno di speranza» all’interno della Chiesa.
“È UNA DECISIONE DEL PAPA DAVANTI A DIO. NON È UNA QUESTIONE DI EFFICIENZA FISICA”: COSA HA DETTO PADRE SPADARO
Tanto il Cardinale Hollerich quanto il Presidente della CEI Zuppi, il Segretario di Stato Parolin e anche il Patriarca Pizzaballa, insomma tutti i cardinali che in questi giorni hanno parlato con Papa Francesco non nascondono la preoccupazione per le sue conduzioni di salute: serve pregare e tanto per la guarigione, il contrario del concentrarsi sul possibile Conclave o sulle ipotetiche dimissioni di Papa Francesco.
Altri prelati ribadiscono che un passo indietro del Santo Padre è da escludere al momento in quanto dovrebbe esserci un pieno impedimento alla lucidità di gestione del Papa sulla vita della Chiesa: lo ha detto il Cardinale Müller ma ne ha parlato di recente anche Padre Antonio Spadaro, storico direttore della Civiltà Cattolica e gesuita tra i collaboratori più stretti di Papa Francesco.
Intervistato da “La Repubblica”, il sacerdote della Compagnia di Gesù ammette tutta la preoccupazione per le condizioni di salute ma di contro vede come grande prova di unità la preghiera in cui si sta stringendo l’intera cristianità in questi giorni: per Padre Spadaro resta anche il dolore per le forzature e per i rumors sulle dimissioni, anche perché per il momento è prematuro parlare di un non governo della Chiesa.
Per il sacerdote gesuita non è proprio il momento di parlare di dimissioni o di passi di lato, anche se lo stesso Francesco non ha mai escluso il tema dopo la storica mossa di Benedetto XVI nel 2013: Spadaro per specifica che nel merito delle potenziali dimissioni, spesso si mal interpreta il vero significato che ne darebbe il Santo Padre. Secondo l’ex direttore della “Civiltà Cattolica”, la decisione sul farsi da parte è un mero risultato del discernimento tra il Papa e Dio, non certo «un problema di efficienza e potenza fisica».
Se il punto fosse solo la “stanchezza fisica”, chiarisce Padre Spadaro, Papa Francesco non si fermerebbe certo davanti ad un criterio così “mondano”: il tema è il servizio a Dio e alla Chiesa, ragion per cui parlare di un prossimo Conclave dopo “soli” 10 giorni di ricovero è decisamente prematuro.