Piazza Affari ha virato chiude a -1,32% e sul listino principale troviamo in rialzo solamente A2A (+0,4%), Mps (+0,74%), Brembo (+0,09%), Leonardo (+0,18%) e Mediobanca (+0,67%). I ribassi più ampi sono quelli di Atlantia (-2,55%), Banca Mediolanum (-2,22%), Banco Popolare (-1,6%), Buzzi (-1,75%), Cnh Industrial (-5,3%), Ferrari (-2,77%), Fineco (-1,69%), Prysmian (-2,21%), Recordati (-2,17%), Stm (-3,91%), Terna (-1,88%), Ubi Banca (-1,83%), Unicredit (-1,77%) e Yoox (-2,18%). Il cambio euro/dollaro si attesta a quota 1,105, mentre lo spread tra Btp e Bund supera i 156 punti base.
Piazza Affari ha virato in rosso, a -0,6% e sul listino principale troviamo in rialzo solamente A2A (+0,2%), Bper (+0,6%), Mps (+0,6%), Brembo (+0,3%), Buzzi (+0,1%), Enel (+1,4%), Leonardo (+0,2%), Luxottica (+0,2%), Mediobanca (+1,8%) e Telecom Italia (+0,9%). I cali più ampi sono quelli di Atlantia (-1,4%), Banca Mediolanum (-1,2%), Cnh Industrial (-3,7%), Exor (-1,1%), Prysmian (-1,5%), Recordati (-1,9%), Stm (-3,7%) e Tenaris (-1,1%). Il cambio euro/dollaro sale verso quota 1,105, mentre lo spread tra Btp e Bund supera i 153 punti base.
Piazza Affari guadagna lo 0,4% e sul listino principale troviamo in rosso solamente Atlantia (-0,4%), Banco Popolare (-0,1%), Cnh Industrial (-2%), Exor (-0,3%), Generali (-0,1%), Moncler (-0,3%), Recordati (-0,6%), Stm (-1,8%) e Tenaris (-1%). I rialzi più significativi sono quelli di A2A (+1,4%), Bper (+1,6%), Mps (+1,7%), Brembo (+1,2%), Enel (+1,4%), Fca (+1%), Leonardo (+1,1%) e Mediobanca (+2,3%). Il cambio euro/dollaro si trova a quota 1,1, mentre lo spread tra Btp e Bund scende sotto i 151 punti base.
Piazza Affari guadagna lo 0,3% e sul listino principale troviamo in rosso solamente Atlantia (-0,42%), Banca Mediolanum (-0,2%), Banco Popolare (-0,5%), Bpm (-0,6%), Cnh Industrial (-1,8%), Exor (-0,3%), Fineco (-0,1%), Mediaset (-0,1%), Moncler (-0,1%), Recordati (-0,6%), Stm (-1,8%), Tenaris (-0,4%), Ubi Banca (-0,4%) e UnipolSai (-0,3%). I rialzi più significativi sono quelli di A2A (+1%), Mps (+3%), Brembo (+1,3%), Enel (+1,1%) e Mediobanca (+1,9%). Il cambio euro/dollaro sale verso quota 1,1, mentre lo spread tra Btp e Bund si trova sopra i 151 punti base.
La seconda giornata della settimana per la Borsa Italiana si aprirà con gli importanti dati provenienti dai mercati orientali, in special modo da quelli cinesi, dai quali nella nottata saranno comunicati i report relativi all’indice manifatturiero. Sempre nella nottata interesse per l’intervento del numero uno della Bank of Japan, che oltre a sottolineare le politiche economiche giapponesi dovrebbe comunicare il tasso d’interesse nipponico, con quest’ultimo che non dovrebbe subire variazioni di sorta. Alle 10:30 comunicazione dall’Inghilterra relativamente alla fiducia dei direttori degli acquisti delle industrie manifatturiere. Indice manifatturiero che sarà oggetto di interesse anche nei mercati americani, con gli analisti concordi a pensare in una diminuzione della fiducia dei direttori degli acquisti a stelle e strisce. In serata attesa la rilevazione della vendita di autoveicoli sul territorio americano, dato importante soprattutto per le aziende, come ad esempio FCA, interessate della produzione di autoveicoli.
La prima giornata borsistica della settimana ieri si è chiusa con il segno rosso su tutti i maggiori mercati borsistici europei. La maglia nera di peggiore va purtroppo a Piazza Affari, il cui listino ritraccia fino a quota 17.125 lasciando sul terreno oltre un punto percentuale (l’1,15%), con l’unica positività rappresentata dal mantenimento di quota 17.000, importante supporto psicologico e di analisi tecnica. Sul campo azionario da segnalare l’estrema volatilità di Monte dei Paschi di Siena, che alla fine della giornata lascia sul terreno il 7,39% a 0,2431 euro, annullando di fatto i rialzi susseguenti all’approvazione del nuovo piano azionario. Male anche Mediobanca che sconta un abbassamento del prezzo obiettivo da parte di alcune banche d’affari internazionali, alla fine della giornata il titolo perde il 4,78% a 6,675 euro. Di contro invece, sull’innalzamento del target da parte delle stesse banche d’affari, buon balzo per STM, che alla fine di lunedì incrementa il suo valore del 3,33%.
Il differenziale tra Bund tedeschi e Buoni del tesoro italiani si amplia fino a quota 150. In chiusura il valore registrato è stato di ben 150,8 punti base.