Mettendo finalmente un punto – o meglio, una virgola – ad un dibattito fisico che si dilunga dai tempi di Faraday (il ‘padre’ degli studi sull’induzione elettromagnetica, vissuto tra il 1791 e il 1867), recentemente un team di ricercatori statunitensi è riuscito a creare per la prima volta energia elettrica dalla rotazione terrestre interagendo con il campo elettromagnetico e superando il problema della naturale dispersione energetica: un risultato non da poco, ma che per ora è ancora ad una fase decisamente embrionale e che deve essere ancora verificata e confermata da altri ricercatori; mentre resta anche il punto che la produzione di energia elettrica al centro della ricerca è stata decisamente bassa, insufficiente anche ad accendere una lampadina per pochissimi secondi.
Facendo prima di tutto un passetto indietro, è bene ricordare che allo stato attuale (anche in seguito a questo studio) la comunità scientifica e fisica è letteralmente spaccata in due sull’ipotesi che si possa effettivamente creare energia elettrica dalla rotazione terrestre: l’idea è – se non altro – intrigante, ma fino ad oggi è sempre stata frenata dal fatto che pur riuscendo a sfruttare (ipoteticamente) il campo elettromagnetico terrestre, la produzione energetica sarebbe stata annullata dalla naturale stabilizzazione degli elettroni; fermo restando che un dispositivo posizionato all’interno di quella stessa rotazione avrebbe ruotato di conseguenza al pianeta.
Lo studio americano sull’energia elettrica dalla rotazione terrestre: “Ottenuti 18 microvolt”
A risolvere parzialmente questi dubbi sulla produzione di energia elettrica dalla rotazione terrestre – però – ci ha pensato proprio lo studio soggetto di questo articolo: i ricercatori (coordinati dall’università di Princeton che ha coinvolto anche la Nasa e diversi altri laboratori privati) hanno creato, infatti, un cilindro conduttore di manganese e zinco da 30 centimetri, isolato – proprio per annullare la riorganizzazione degli elettroni – con uno strato di zinco e collegato a due elettroni.
Il risultato è stato sorprendente perché allineando il cilindro ad un angolazione di 57 gradi – in modo che fosse, insomma, perpendicolare alla rotazione terrestre – i ricercatori sono riusciti ad ottenere circa 18 microvolt di energia elettrica che non erano spiegabili in nessun altro modo se non imputandoli proprio alla rotazione e al campo magnetico: un risultato – appunto – sorprendente, ma anche altrettanto labile dato che si tratta di una quantità di energia appena pari a quella di un singolo neutrone; ma al di là del dato al contempo si apre ufficialmente alla possibilità di produrre energia elettrica completamente green e – potenzialmente – infinita.