Un video diffuso in rete mostra un aereo A10 Thunderbold Usa in azione ad Idlib contro al Nusra. La zona è quella di Kafr Zita in provincia di Hama, una zona dove da tempo i governativi sono in difficoltà. 

Quindi gli Usa hanno mandato un aereo ad aiutare l’esercito siriano, hanno capito finalmente che il pericolo non è Assad? No, niente di tutto questo: gli aerei Usa da ottobre colpiscono solo singoli individui appartenenti ad al Qaeda, quelli inseriti in una “kill list” approntata da Cia e Pentagono. L’incremento di questo tipo di attività è stato ordinato da Obama allo Joint Special Operations Command, l’indomani dell’elezione di Trump alla Casa Bianca. 



E’ chiaro che se il Pentagono e la Cia volessero seriamente influire sulle capacità di combattimento dei jihadisti, quindi incidere sull’esito della battaglia che da anni l’esercito arabo siriano conduce contro al Qaeda ed Isis, metterebbero in campo mezzi ben più consistenti e non indirizzerebbero i propri attacchi (tra l’altro molto opinabili) solo su singoli individui ma soprattutto su depositi munizioni, mezzi corazzati, armamenti e personale. 



Ma così non accade. Si direbbe che Cia e Pentagono stiano facendo “pulizia negli uffici” mettendo i documenti scottanti nei tritacarte e stiano eliminando, in Siria, i personaggi scomodi che potrebbero rilevare alleanze imbarazzanti.

A fare da corollario a questo atteggiamento ambiguo di oltreoceano, la settimana scorsa il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione in cui indica la Russia come pericolosa quanto lo stato islamico perché, divulgando il suo punto di vista, diffonderebbe una informazione antieuropea tramite RT e Sputnik. Questa accuse, che pur partono da un dato reale, non tengono purtroppo in nessun conto degli antecedenti storici: le guerre preventive, le rivoluzioni arabe e quelle arancioni. Quindi se addirittura il futuro presidente americano ritiene che ci siano stati degli eccessi, non è questo modo migliore per risolvere i problemi che pur ci sono. Ma la chiusura alle ragioni altrui non finisce qui: Bruxelles ha cercato di impedire il passaggio delle petroliere russe che riforniscono la Siria quando è stata proprio essa stessa, quale membro della coalizione anti-terrorismo, ad aver provveduto a bombardare le raffinerie siriane (per privare il paese della capacità di produzione) con la scusa della lotta all’Isis. 



In definitiva, la lotta al terrore consente ed ha consentito perdite di democrazia rilevanti facendo il gioco delle lobby e sembra che nessuno se ne accorga. Doveva essere il generale Flynn (ex capo della Cia e probabile nuovo responsabile alla sicurezza interna Usa) a dire che tutta la politica estera occidentale dopo l’11 settembre è stata un disastro? E per quando ancora continueremo a riformare le costituzioni restando subdoli?