Marina Occhiena, chi è la cantante e la carriera con i Ricchi e Poveri
Storica “bionda” dei Ricchi e Poveri, Marina Occhiena ha vissuto una lunga carriera musicale iniziata da giovanissima e proseguita con il grande successo, sino alla decisione di lasciare la formazione. Nata a Genova nel 1950, ha debuttato nella musica appena adolescente e già nel 1967 è arrivata la prima vera svolta in carriera: l’incontro con Angelo Sotgiu, Angela Brambati e Franco Gatti, con i quali in quell’anno ha fondato lo storico gruppo della canzone italiana.
Il quartetto è diventato negli anni un simbolo della musica a livello nazionale, forte di un notevole riscontro di pubblico e di canzoni intramontabili nel loro repertorio. Il debutto del gruppo è avvenuto nel 1968 al Cantagiro, ma i primi grandi successi si registrano rispettivamente nel 1970 e nel 1971 con una doppia partecipazione al Festival di Sanremo, rispettivamente con i brani La prima cosa bella e Che sarà. Sarà poi un decennio di grandissimi successi, sino all’improvvisa decisione di Marina Occhiena di abbandonare la formazione.
Perché Marina Occhiena ha lasciato i Ricchi e Poveri? L’addio nel 1981
Ma perché Marina Occhiena ha lasciato i Ricchi e Poveri? Era il 1981 e il quartetto il giorno dopo avrebbe dovuto esibirsi a Sanremo con il brano Sarà perché ti amo, quando la cantante decise di dire addio; la sua fu una scelta definitiva, anche se decise comunque di prendere parte alla storica reunion della formazione nel 2020 in occasione del 70° Festival di Sanremo. “Non ne ho di sassolini da togliere, è stata una decisione mia uscire dai Ricchi e Poveri“, ha raccontato la cantante ieri intervistata a Storie Italiane.
Dopo l’addio, ha ricordato, fu tartassata dalla stampa che la inondò di commenti negativi ed esagerati dopo l’addio ai Ricchi e Poveri: solo con il trascorrere del tempo ha superato il brutto periodo, quando si accorse che pubblico e giornalisti in fondo le hanno davvero voluto bene. “Con la maturità di oggi non avrei lasciato i Ricchi e Poveri, non avrei preso quella decisione – ha ammesso – la cosa più importante è il lavoro. In quel momento non eravamo tantissimo ma avevamo già seminato tanto, quindi mi è dispiaciuto“.